Addio cicalò.

Pubblicato il da aliceciango.over-blog.it

Se avessi aspettato un'ora forse lei, la tristezza si sarebbe legata ad un cappio. 

I nostri discorsi erano linguaggi aulici con sprazzi di serenità. 

Se solo ti fossi fermato a guardare il tramonto che ti ho dedicato il giorno che te ne sei andato, allora ti saresti esaltato di tutte le tue pene. 

In quel giorno sei stato cieco, non hai saputo guardare il magnifico che possiedi. 

Il tuo riso era l'emblema dell'amore. 

Avevi capito tutto ma non hai reagito, mi dicevi sempre, quando mi esaltavo per la vita: "cingo ancora devi cresce", come se avessi perso quell'ingenuità che ti porta avanti, che ti fa sognare, che ti spinge a vivere. 

Forse ti mancavano i sogni. 

Forse ti sei arreso troppo presto.

Forse non sei stato abbastanza paziente.

Se ti fossi ricordato per un'ora cosa significasse amare, se avessi fatto una chiamata alla donna che hai sempre amato, avresti potuto, se, se, se... 

I se non servono, oggi non ci sei, hai scelto di non vivere. Le tue pene ti hanno ucciso. 

 

Mi piace immaginarti che lentamente muori, con un gran sorriso, come se quel gesto fosse la fine di tutte le tue sofferenze segrete, finalmente la pace che hai sempre immaginato. 

Quell'egoista lasciarsi andare è il tuo ultimo desiderio, un insieme di emozioni che lentamente abbandonano questa terra piena di meschine incomprensioni. 

te vojo bene cicalò. 

 

 

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post