conversazione con l'imbecille.

Pubblicato il da aliceciango.over-blog.it

lui: non sono pronto per una relazione.

lei: stai mentendo. 

lui: non mi piacciono alcuni tuoi modi.

lei: menti di nuovo e questa volta lo fai con te stesso.

lui: non riesco a provare gli stessi sentimenti che ho provato in passato. è diverso con te e non sono convinto.

lei: è finita l'era degli amori "ventenni". le storie che abbiamo avuto fin'ora sono diverse da tutte quelle che avremo da adesso in poi. cambia la consapevolezza. non c'è più quell'ingenuità e quella purezza con cui hai affrontato il primo amore. ogni storia è unica ed irrepetibile. l'amore è un susseguirsi di emozioni, poco c'è di razionale e la mente è il gran nemico. più cerchiamo di dare spiegazioni più ci perdiamo il sentimento. se il tuo corpo ha sentito la necessità di vedermi, più di una volta e se l'hai fatto con piacere, allora comincia a farti qualche domanda, non c'è migliore risposta nello scavare a fondo se stessi. le tue accuse su di me sono i tuoi problemi. le tue angosce riflettono come uno specchio. non posso vivere ed aspettare che la tua coscienza un giorno ti indichi gli errori, non posso vivere nell'attesa di un giorno speciale e non posso essere la donna che accende le coscienze. la consapevolezza di sentimenti è il più grande mistero al mondo. quando si presentano le insicurezze bisogna capire le motivazioni della crisi. farò un esempio che spero non tocchi nessun'anima: uscii più volte con un ragazzo formidabile, ma la mia insicurezza creò dei grossissimi disagi all'interno della coppia. mi trovai accanto una persona decisa, che fortemente sostenne l'amor suo per me, ma io ignorai ciò perchè nella mia vita non cercai stabilità. io fui la stessa crisi. in un primo momento la colpa cadde su di lui, lo nominai più spesso "ingenuo" perchè provò da subito quell'amore cosi puro, quell'amore che spiazza, però il pensiero oggi mi porta alle riflessioni. io non avrei mai voluto un punto stabile in quel momento perchè io dovevo cercar me medesima. il mio grande errore fu la paura della solitudine, sola non seppi mai stare. noi siamo gli artefici della nostra stessa vita.

lui: credo di amarti.

lei: addio.  

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