intimità romana.

Pubblicato il da aliceciango.over-blog.it

Quanti ricordi, quanti posti magnifici, quante emozioni questa mia città eterna. 

Su di un prato della Roma alta ammiro la costruzioni di millenni civilizzati.

Intorno a me il silenzio di un passato carnefice rende l'aria impura: sesso, misericordia, guerra, sangue è tutto scritto in Roma. 

Il maestoso altare della patria mi riporta inevitabilmente alla seconda guerra mondiale, quando ancora l'ideologia borghese pacifista non aveva preso il sopravvento, anni di ingiustizie, anni di sofferenze per la povera gente che sosteneva l'amore per il prossimo; più lontano la fedeltà della chiesa impone il suo cupolone tra le case di una Roma bella, la chiesa l'arma a doppio taglio per eccellenza, l'illuminazione tramite il male, la fede in cambio della negazione della libertà; ed infine il Colosseo, altra grande meraviglia romana, una meraviglia priva di ipocrisie, dove l'uomo mostrava il suo vero essere, combatteva, moriva e impregnava la sua intimità nell'animale più primordiale che ci sia. 

Roma è bella,

Roma parla di me,

Roma parla di storia,

Roma parla di noi. 

Come Roma l'uomo è impuro, la sua ipocrisia porta alla magnificenza dello spirito. Lo squallore, gli anfratti bui, l'infedeltà, l'infelicità rendono questa vita un'emozione. Privarsi del putrido non rende magnifici.

Amo Roma e per questo amo l'esagerazione, risultato: una grandissima beatitudine estetica. Si vede, si tocca, si percepisce, si annusa...che bello l'odore di Roma, come quello del sesso: puro, liberatorio, fresco, piacevole. 

Un pò più avanti i ricordi affiorano come delle bellissime ginestre. Questo posto mi ha visto accompagnata da una fedeltà percepibile all'occhio, mi ha vista compiere amplessi, mi ha vista piangere, mi ha vista ubriaca, mi ha vista innamorata. Ogni luogo ricorda emozioni, ogni luogo parla di me. 

Oggi sono corsa nella mia Roma, avevo voglia della nostra intimità, fuggo da una realtà immobile, ne ho bisogno. 

Se solo mi ascoltassero, farei vivere tutti in un mondo di nuvole, in un mondo creato da loro, dove la fantasia è libera di girare nuda tra i luoghi più popolati, dove la mente esulta e non pensa. Vorrei che tutti vedessero Roma coma la vedo io, vorrei che tutti agissero per esagerazione e che tutti riflettessero sulla loro esagerazione creando in tal modo bontà, creando la nuvola più bella dell'aldilà. 

Io esagero, io vivo, io sono, io non ho paura. 

Quando la staticità sopraggiunge nulla cambia, Roma è immobile da qualche anno, l'uomo non trova fuga ad un mondo statico di stronzate. 

Roma, il mondo, noi, immersione di ideologie futili. 

Se potessi spiegare cosa significa avere coscienza di sè, avere il potere nel proprio corpo, avere la sensazione che tu puoi...

Arrivare in alto, toccare il cielo con un dito e non accontentarti mai, trovare imperterriti il cambiamento, quell'emozione che solo il ricordo non ti fa cadere nella profondità del male immobile. 

Se solo potessi vivere un'altra vita da filosofo allora scriverei fiumi di parole, allora si, forse avrò mosso qualcosa nella Roma, allora forse si che il mio vivere sarà una trottola in mezzo alla putrida, statica, mischia. 

La mia iperbole un giorno chiuderà le sue ali nel cielo blu di un paese lontano, e con essa i miei occhi smetteranno di battere, smetterò di vivere. 

Basta sognare, il paesaggio è più bello cosi. 

 

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