La Falena.

Pubblicato il da aliceciango.over-blog.it

Davanti la Roma innocente e colta, Van Gogh mira la pioggia incessante del lutto tuo in me. 

Il mio implacabile suono si china alla pazzia di un orecchio tagliato e ascolta i più sfavillanti desideri del mondo nostro.

Come una falena, brutta, pelosa, rachitica, osservo il mondo dall'alto.

Impaurita e infastidita dagli stupidi commenti della Roma bella assisto alla cessazione del nostro sussistere.

Mille righe poetiche tormentano gli sguardi e le pagine, che nere, rantolano nell'infinito privo di meteoriti.

La tua luce dentro di me si è spenta e il mio ultimo gesto folle ha chiuso una parentesi tondeggiante, come l'amor mio per te: tondo, buffo, sincero ma ahimé troppo elusivo. 

Attimi di felicità tormentano il mio volo tetro.

Osservare dall'alto le piccole famiglie che scoppiano d’amor proprio trasforma, in un millesimo di secondo, le ali “faleniche” colossali agli occhi di coloro che nella mediocrità hanno rinunciato alla vita della libertà.

Oggi mi chiedo quale sarà il mio destino, la mia libertà…ieri le mie ali erano attaccate al tuo cadavere, oggi come un piccolo ma iperbolico gabbiano volo nell'abisso del tuo dimenticatoio, cercando vana il fuoco fatuo che colmerà il mio vuoto perpetuo arrancato da piccoli voli folli.van_12_672-458_resize.jpeg

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