la stanza.

Pubblicato il da aliceciango.over-blog.it

Vivo in una stanza amplificata dove qualsiasi rumore, percezione, urlo, frastuono, calpestio, gemito sono percepiti dal mio ingegno, simili a tuoni indomabili.

La stanza è grande almeno quanto il mondo, eppure sono sola, striscio all’interno lacerandomi il corpo, in cerca di verità.

L’attesa mi rende schiava del tempo che con i sui tintinnii rendono il mio sussistere melodicamente psicopatico.

L’ansia è nascosta da sprazzi di luce colorata che girano intorno a me provocando un giramento di testa nauseante.

Se mi fermo muoio.

Continuo a strisciare, a rantolare nell’immensità della perdizione. Come un leone in gabbia impazzisco. Frenetica, avanti e dietro lungo la mia stanza, il mio demonio non desiste.

Ora il mio serpeggiare diventa una crisi epilettica, sono ormai esausta ma la fermezza di arrivare in fondo non abdica.

Asciugo la saliva con gli ultimi stracci che ho indosso e continuo il mio moto perpetuo verso la “queste”. Ogni oltre limite e ogni oltre infinito. 

 


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