nero impeccabile.

Pubblicato il da aliceciango.over-blog.it

 

Dopo un mese il ricordo del viaggio è la speranza del mio futuro. 

Non so spiegare quello che sono diventata, quello che mi aspetta.

Vivo in un'ipocrisia costante. Tutto quello che mi circonda è pura apparenza. sono stufa perfino di cercare nella putrida mischia qualche scintilla che renda i miei istinti dei fantastici predatori. tutto è come non lo è mai stato, vedo solo ciò che è reale, sono più realista di ieri. 

Vorrei coccolarmi nelle nuvole del mio sogno, vorrei vedere di nuovo la gente speciale che con un sorriso colmo di semplicità mostra curiosità, vorrei incontrare per l'ennesima volta amore, vorrei soffrire per capire cosa mi sta accadendo, e invece, dentro solo vuoto, osservo e rimango immobile. 

Sono tornata nel mio habitat naturale e purtroppo le conferme del mondo meschino, di una vita sbagliata, sono riemerse.

Il tutto è coronato dall'ansia, dal panico di una sofferenza infinita, dalla paura di non superare nulla. 

non dormo. 

i muscoli si muovono soli.

Progetti e sentimenti in questo tipo di società si sgretolano fra gli squallori di chi non crede nei sogni.

Non mi è permesso sognare, cammino e torno indietro. Vengo trascinata nell'immenso nero da un insieme di avvenimenti che non comando. Forse oggi non credo solo al destino, oggi sono schiava del male. 

quando sono li in fondo dimentico, immagino di stare in un altro posto meraviglioso, capita di riaprire gli occhi e il panico si trasforma in angoscia stordente, accendo la sigaretta spensierata, la fiamma dell'accendino illumina quel disagio, il profumo inebria l'odore della merda intorno a me, tiro, aspiro e vivo quell'attimo mio. dimentico. 

nel viaggio mentre mia madre si trovava sotto ferri ho osservato gli occhi di una bambina tedesca, si chiamava Paola come la mia generatrice. In quel momento il destino è stato capace di donarmi la risoluzione dei miei problemi, mi ha messo nelle mani della catastrofe suggerendomi la pace, la soluzione.

Non posso ignorare per tutta la vita l'odore stagnante che mi circonda, non posso fingere che vada tutto bene, non posso chinarmi con la testa sulle ginocchia mentre sono circondata dalla tempesta.

li su c'è qualcuno che mi guarda, li su c'è la riservatezza della mia coscienza, c'è la mia mente proibita, li su c'è il sogno imprigionato. 

Qui nella mia camera torno ad analizzarmi, torno a cambiare, torno a progettare, oggi sono la Venere di botticelli, sono la ginestra di leopardi, sono la rinascita di una vita traumatica, sono il risultato di ciò che subisco, sono l'oggetto pensante dei miei sogni. 

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paola.mazzoni 07/23/2011 23:00


dall'incontro con paola...cosa hai dedotto????