Possesso.

Pubblicato il da aliceciango.over-blog.it

 

ormai è notte e la mia riflessione non viaggia, non vola, la mia riflessione oggi è qui.

 

penso che l'appartenenza è solo una costruzione mentale, tutto ciò che è possesso deriva dalla carcerazione dell'immaginazione e dalla negazione dell'idea di libertà. 

amiamo ossessivamente e soffriamo incessantemente, fumiamo troppo e ci ammaliamo ininterrottamente, adoriamo il capitale e moriamo per averlo. 

tutto parla di non libertà. tutto parla di possesso. 

ci hanno insegnato che per essere emancipati dobbiamo abbandonare le nostre certezze, la nostra casa, la nostra famiglia, i nostri amori e crearne dei nuovi, un ciclo. si cambia e si cresce a causa delle sofferenze. 

oggi mi sono resa conto che l'unico mezzo che possiedo è il mondo. tutti noi siamo figli della terra, tutti noi viviamo sulla terra, tutti noi usiamo il pianeta per vivere. 

purtroppo quasi nessuno si rende conto che l'unico vero possesso che possiamo alimentare è quello lontano dai rapporti, il vero possesso è la libertà di viaggiare nell'assoluta emancipazione dei legami. 

la terra non mi abbandona mai, mi da la possibilità di conoscere, tocco con mani nude tutti i tipi di verde, bagno i miei capelli con la salsedine salata del mondo, mangio tutti i frutti proibiti.

i sognatori sono gli unici che si accorgono di possedere la vera ricchezza, essi viaggiano, hanno la curiosità di capire cosa va al di là dei legami, capiscono cos'è l'emozione lontana dai rapporti, cos'è l'emozione nel vedere un paesaggio, cos'è l'emozione nel vivere un ricordo. 

 

mano mano che scrivo il cielo abbandona le sfumature del blu, e tutto diventa nero. il nero delle sofferenze, il nero del profondo, il nero che non vede nulla. 

 

la società è malata, e più ti allontani da essa, più diventi emarginato. più ti allontani più capisci la verità delle cose. 

per gli acciecati il mondo è solo lo strumento per raggiungere  tutte le ossessioni. 

i grandi imprenditori viaggiano per affari, non vedono che il terreno di quei posti lontani dove c'è la ricchezza capitale, parla di sofferenze, parla di storie vissute, sono talmente egocentrici che impongono la dittatura in una storia differente. 

la proprietà privata è la conquista di chi manca di sicurezze, di chi chiude gli occhi e si lascia trascinare dal tempo. conquistare un pezzo di mondo è la genesi delle guerre.

 

ora che il nero predomina, la luna non mi permette l'oscurità. non mi è permesso cadere in sofferenze. 

 

in sud America il terreno è grezzo, sono passate mandrie di tutti i tipi, l'animale ha sterrato le strade con pesanti zoccoli, accanto ad un ciottolo trovo sempre un fiore appena nato, come se l'amore di questa magnifica terra battesse ogni forma di civilizzazione. osservo continuamente gli sguardi della gente sud americana. tra un'indifferenza schietta e una curiosità proibita noto la diversità dei loro occhi, non guardano con superficialità, non si limitano ad osservare. i gauchos ammirano i sederi prorompenti delle donne indio lasciando il profumo di un'attrazione fatale, gli occhi dei cavalli sono paura, i fili d'erba non sono mai troppo corti, la polvere che vola tra le strade è il frutto di un rifiuto capitalistico, anche le strade fanno guerra ai pneumatici. tutto è curato per la sopravvivenza. 

 

ora l'occhio si è abituato alla luce nel buio, la luna e le stelle fungono da corrente per la mia pupilla dilatata. 

 

viaggio nel possesso di una terra dimenticata.sogno la vera ricchezza negli sguardi di chi crede nell'amore, nella sofferenza di chi ha vinto una grave malattia, nella semplicità di vivere, nella costanza di conoscere, nella lontananza della frenetica e malata civiltà, negli occhi che raccontano un' emozione indimenticabile. 

 

 

 

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post

paola mazzoni 04/05/2011 18:43


LE ULTIME QUATTRO RIGHEEEEEEEEEEEEEEEEEEE