scomparsi.

Pubblicato il da aliceciango.over-blog.it

 

finalmente di nuovo nel mio mondo sicuro. ogni volta è una preparazione, un rituale cosi intimo che tutto quello che mi circonda è estraneo: sigaretta, luce soffusa, un bella felpa calda, occhiali, musica e tasti. 

la città di buenos aires non è poi cosi diversa da roma. 

mi catapulto immediatamente nella mia vita, faccio piccoli passi indietro e ripenso a tutto quello che ho abbandonato, tutto quello a cui sono fuggita. 

potrei descrivere buenos aires grazie alla geometria, immensi spazi vuoti sono la totale raffigurazione. strade a 8 corsie, milioni di macchine quadrate viaggiano alla velocità della luce, enormi scatole rettangolari oscurano il poco verde rimasto, buffe figure triangolari per le strade deviano ogni tipo di orientamento. 

nessuno fugge da questa città, nessuno apre gli occhi. sono tutti presi dall'innovazione, tutti vogliono il capitale. 

i monumenti moderni suggeriscono la città in nascita, il ricordo delle sofferenze svanisce, rimangono solo pochi patriottici e nostalgici. 

qualche giorno fa ho osservato gli occhi delle madri dei desaparesidos, le ultime nostalgiche rimaste. vorrei avere la passione dei loro cuori, vorrei avere la forza dell'ultima vecchietta che si è seduta dopo l'ennesimo giro nella piazza 25 de mayo, vorrei avere la voce della biondina che urlava la sofferenza del suo lutto. venti vecchiette arrabbiate, contro il governo argentino, contro il futuro, contro la dimenticanza, rivendicano i loro diritti da 34 anni ogni giovedi pomeriggio. ero incantata.

piacevoli lamenti fuoriscivano dalle bocche impregnate di dolore, che accompagnavano la camminata intorno l'obelisco, calpestavo i panuelos disegnati per terra e soffrivo insieme a loro, ero partecipe di quell'immenso dolore, ero una guerriera anche io. 

quel giorno ho capito che il passato nn si dimentica, che rimaniamo legati in qualche modo a ciò che la vita ci da, a ciò che scegliamo di fare, a ciò che siamo. 

io sono il ritratto di quello che ho vissuto, nei miei occhi si legge speranza, negli occhi delle madri di 25 de mayo si legge sofferenza. 

 

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