Incipit.
I
“ehi biondina!” mi giro con aria disamorata, guardo il troglodita che per l’ennesima volta usa l’appellativo “Bionda”.
Lo guardo bene, sembra carino. Decido di ascoltare il suo flusso di parole e sesso.
Classico tipo in cerca di passera, uno di quelli che farebbero di tutto per un pelo, Quelli che hanno una forte oratoria e riescono, grazie alla parola, a conquistare una donna. cicerone del secondo millennio. Una sua semplice riflessione potrebbe diventare Una lunghissima storia di pirati con sirene, delfini e amori impossibili.
Nel giro di un’ora mi ritrovo nel letto di un motel. Ovunque c’è odore di sesso, le pareti gialline malmesse provano fuga. Vado di corsa nel peggior bagno di Roma, mi rivesto e chiudo la porta della stanza 281.
Comincia la mia camminata della vergogna. Sono le 7 di mattino ed intorno a me solo fottute persone che con la loro 24 ore conquistano il mondo.
Cerco disperatamente nella mia borsetta di chanel una Marlboro.
Accendo la sigaretta e con i tacchi in mano faccio cenno al taxi col braccio.
Finalmente sola.
Ripenso alla mia nottata, simile a quella di ieri e dell’altro ieri, ma con una sensazione in più: voler cambiare la mia vita.
Non mi basta quello che ho, ho troppo.
Con le chiavi in mano apro la porta e Fuggo dallo sguardo delle fotografie all’ingresso. È come se la mia famiglia mi punisse ogni volta che esco o rientro in casa.
Sono sempre stata una figlia provetta, Ora invece il trucco cola, i capelli litigano fra di loro, il vestitino blu è eccessivamente corto, l’alito è misto di posacenere e vomito e l’odore di sesso sulla mia pelle è indelebile. Nella mia solitudine, Accendo un’altra sigaretta e mi guardo allo specchio.