immagina.

Pubblicato il da aliceciango.over-blog.it

Immaginatemi cosi: nel buio luminoso, dentro una macchina, lungo una strada infinita.

Un gran sorriso stampato sullo specchietto retrovisore.

Vado via verso l'orizzonte impossibile, si impossibile perchè è cosi, dovunque vai lo vedi sempre ma non lo raggiungi mai, ed però io quando mi immaginate lo trovo, scavalco l'impossibile, vedo questa immensa linea bianca della speranza, della luce, della solitudine di tutti i poeti. 

Continuo a correre.

Mi fermo, è vicinissimo lo vedo delineare due mondi:

il mondo dietro di me buio, cupo, nero, pieno di insetti, straripa di ladri, alberi secchi, odori fetidi, il mio sorriso e

di fronte a me le lacrime di una gioia mai vista, odori mai annusati, la purezza, la dolcezza la felicità di un'innocenza infantile, fiori di ciliegio, la passione, mille rondinelle, ognuno con un nome caro, la beatitudine, la spensieratezza, tante nuvole soffici. 

Ora sono l'orizzonte, mi perdo tra il sorriso dell'umorismo spregevole e l'incertezza di una favola.

Il pessimismo cosmico ha influenzato anche me.

Non credo più nei sogni? Non credo più nella solitudine dei poeti? Non sono più convinta di gettare l'ancora dei macigni? 

Non ho voglia di smettere di sognare, non voglio smettere di credere nella libertà, non voglio sapere che tutto è possibile. Non voglio annettere un valore eliminandole immediatamente il significato prima. Se conosco la libertà è perchè sono prigioniera, se credo nei sogni è perchè la realtà è troppo cinica. 

Morirei. 

Morirebbe la mia vera essenza. 

Morirebbe la mia musa.

E cosi torno indietro con un altro sorriso, uno più grande, occhi più luminosi e mi perdo nel buio. 

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